RADICI NOMADI

El abrazo de amor de El universo, la tierra (México), Yo, Diego y el señor Xólotl . Frida Kahlo

“Se un uomo vince in battaglia per mille volte mille nemici, mentre un altro vince soltanto se stesso, questi è da reputarsi migliore dei vincitori di ogni battaglia

Chi vince se stesso è senz’altro migliore degli altri esseri. Di chi ha soggiogato se stesso, che conduce la propria esistenza agendo sempre sotto controllo,
la vittoria di un uomo simile non potrebbe essere tramutata in sconfitta nemmeno da un dio, da un gandharva e neppure da Mara insieme con Brahma.“

Il Dhammapada: Le migliaia

È nomade l’animo delle radici più forti.

Non è nell’indissolubilità dell’attaccamento alla terra che si misura la forza, ma nella profondità della connessione con il seme, nella capacità di riconoscere l’indipendenza della sua esistenza, l’autonomia della sua essenza. La forza di una radice è quella di poter essere sradicata, sopportare la morte della pianta ed essere così in connessione col sottosuolo da riuscire ad attecchire anche altrove, fino a fiorire. Nuove foglie, nuovi fiori, nuovi frutti.

Le radici buone sanno attraversare spoglie l’inverno. È questa la stabile e resiliente forza da cui accompagnare i movimenti di una limpida primavera. Si tratta di conquistarla, conquistandosi, conoscendo il proprio potere, dominandolo.

Anche agli animi più forti succede di sentirsi vulnerabili, così nudi e soli. Soprattutto a loro succede, poiché sono soliti guardare la realtà così com’è, non riescono a illudersi. Un grande strappo ha offerto loro una vista sull’oltre.
Non si credono dèi né si affidano passivamente a un dio, ma gli appartiene una fede.

Raíces . Frida Kahlo